2 festività in una settimana
25 APRILE E 1º MAGGIO: 2
FESTIVITÀ IN UNA SETTIMANA
IL 25
APRILE
Il 25 aprile è festa in Italia perché è il giorno in cui si
celebra la festa della Liberazione dal nazifascismo, che è stata nel 1945. L’occupazione tedesca e fascista
in Italia non finisce in un solo giorno ma si considera il 25 aprile come data
simbolo, perché quel giorno del 1945 coincide con l’inizio della ritirata da
parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di
Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era
ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere
le città.
Cosa si fa il 25
aprile? Si organizzano manifestazioni pubbliche in memoria dell'evento.Tra gli
eventi del programma della festa c'è il solenne omaggio, da parte del Presidente della Repubblica Italiana e
delle massime cariche dello Stato, al monumento del Milite Ignoto con la deposizione di
una corona d'alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle
guerre.
L’inno del
25 Aprile è la canzone Bella ciao, che tutti conosciamo:
Però niente mala la canzone che Jovanotti ha scritto per dire Viva la libertà!
Viva la libertà!
Ascolta la canzone e completa le parole mancanti.
IL 1º
MAGGIO
In Italia, come nella maggior parte dei Paesi, il 1º maggio
è la Festa del Lavoro. Ci sono manifestazioni dei lavoratori e, dal 1990 si
tiene il Concerto del Primo Maggio,
che è un festival musicale organizzato annualmente in occasione della Festa
del Lavoro in piazza San Giovanni in Laterano a Roma dai
tre sindacati confederati italiani. L'evento è chiamato anche Concertone per via della
sua durata, e ha inizio nel pomeriggio e finisce a tarda notte. Il
concerto viene trasmesso in tv.
E quest’anno, cosa si farà? Il Concertone si sposta da piazza San Giovanni alla
televisione. In tempi di lockdown, l'appuntamento musicale nel giorno della
festa del lavoro cambierà. Niente più mega concerto in piazza ma singole
esibizioni in diretta senza pubblico che andranno in onda su Rai 3. Nell’era
del coronavirus sarà la prima volta che i musicisti suoneranno fuori dalle loro
case. Le esibizioni saranno ospitate all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Altre location sparse per la penisola saranno proposte direttamente dagli
artisti.
Guarda il seguente video e rispondi alle domande:
Festaiolo
è uno stereotipo che si utilizza per definire gli italiani, però le feste che
ci sono in Italia sono le solite feste che ci sono negli altri Paesi europei.
Ne facciamo un elenco?
IL NATALE
È
la festa in cui si celebra la nascita di Gesù Cristo. In quest’occasione, celebrata il 25 dicembre, le
famiglie si riuniscono intorno alla tavola e vivono un momento di forte
comunione, scambiandosi doni e reciproco amore.
La festa del Natale ha origini molto antiche ed ha
subito, nel tempo, profonde modificazioni, sia nella ritualità che nei
personaggi protagonisti della festa, come Babbo Natale o i personaggi del
Presepe.
Che parole sono importanti per parlare del Natale? Facciamone
una lista: la stella di Natale, la slitta, la renna, l’abete, l’agrifoglio, gli
addobbi, la stella cometa, la vigilia, il pandoro, il panettone, il torrone...
IL
CAPODANNO
È la notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio, come
tutti sappiano. Ci sono molte usanze che si fanno o si
dovrebbero fare: le lenticchie, il cotechino, il melograno, il colore rosso, i
botti e i fuochi d’artificio, gettare via le cose vecchie o vedere un uomo il
primo giorno dell’anno.
Le lenticchie sono
la tradizione più diffusa in tutta Italia, sono mangiate perché hanno un grande
potere nutritivo e nella forma molto simili ai soldi così da essere associati a
questi; mangiarne significa quindi un
anno pieno di abbondanza, soldi, gratificazioni economiche.
Sempre segno di abbondanza associato alle lenticchie è il cotechino o lo
zampone; il maiale, carne grassa e nutriente è anche questo simbolo di un anno
pieno di abbondanza e prosperità.
Continuando nelle tradizioni mangerecce, il melograno è
simbolo di fedeltà e fecondità, mangiarlo nell’ultima notte dell’anno, magari
con il proprio compagno, fidanzato o marito è simbolo di devozione e
prosperità. Il colore rosso dei chicchi di melograno lo ritroviamo nell’usanza
di mettere della biancheria intima di questo colore il 31 dicembre,
per avere amore e fortuna, ma, e forse questa cosa si conosce poco, dece essere buttata il giorno dopo.
Tra le tradizioni più
rumorose sono i botti e i fuochi d’artificio. Sono ora simbolo di
gioia e di festa, ma in passato il rumore serviva ad allontanare gli spiriti
cattivi.
Un’altra usanza che a volte si è rivelata pericolosa e che sta però scomparendo
è quella di gettare
dalla finestra delle cose vecchie rotte come simbolo di
abbandono dell’inutile per un inizio migliore.
L’EPIFANIA
Il 6 gennaio
nei paesi cattolici di tutto il mondo si festeggia l’Epifania. L’Epifania è
legata all’adorazione dei Re Magi che erano arrivati a Betlemme seguendo la
cometa, dodici giorni dopo il Natale, con i doni per Gesù Bambino.
L’apparizione, però, affonda le sue radici anche in rituali pagani e
precristiani. Per questo motivo si tratta di una festività particolarmente
complessa che ha un carattere speciale a seconda dei luoghi in cui viene
festeggiata.
La Befana è una vecchietta un po’ brutta, ma molto simpatica e
molto amata dai bambini, che viaggia su una scopa e, nella notte tra il 5 e il
6 gennaio, porta doni e dolci ai bambini bravi. A quelli meno bravi, invece,
porta solo carbone. In Italia la conoscono tutti ed è amata tanto quanto Babbo
Natale, ma non è famosa all’estero. Che parole
sono importanti per parlare dell’Epifania? Facciamone una lista: scopa, strega, calza, carbone, camino...
LA CANDELORA
In Italia non è un giorno di festa, ma segna per lo più, la fine dell'inverno.
Un celebre proverbio recita "Candelora dell'inverno semo fora", ossia
all'arrivo della Candelora l'inverno è finito. Il proverbio però continua
"Ma se piove e tira vento, dell'inverno semo drento", ossia se il 2
febbraio il tempo è brutto, l'inverno durerà un altro mese almeno.
IL CARNEVALE
Le
origini del Carnevale sono antichissime e affondano le radici nei riti etruschi
e romani per celebrare il passaggio dall’inverno alla primavera. Il Carnevale
che noi tutti festeggiamo oggi è strettamente legato alla religione e, in
particolare, al periodo di Pasqua. La parola Carnevale deriva dal latino “Carnem
levare” che vuol dire “eliminare la carne" e sta a indicare il banchetto del
martedì grasso prima del digiuno della Quaresima che inizia con il mercoledì
delle ceneri.
I
Carnevali italiani più famosi sono quelli di Venezia, Viareggio e i Mamuthones e Isshohadores sardi.
L'aria si colora di stelle filanti e coriandoli, mentre un'ondata di
buon umore si diffonde per le strade. È l'effetto del carnevale: un'antica
festa, che ogni anno ritorna, per divertire grandi e piccini. Si sa che “a
Carnevale ogni scherzo vale”.
Parole
importanti per parlare del Carnevale: maschera, travestirsi, mascherarsi, sfilata,
chiacchiera, frappa, bugia...
LA PASQUA
La Pasqua cristiana, come viene
festeggiata in Italia, è preceduta da un periodo di penitenza. Questo spazio di
tempo, detto Quaresima, della durata di quaranta giorni, va dalle Ceneri al
Sabato Santo, prevede moderazione alimentare. Negli ultimi giorni prima della
domenica di Pasqua, in Italia, come in molti Paesi cattolici, si svolgono
diversi riti che rievocano la Passione di Cristo. In questa occasione, hanno
luogo molte cerimonie folcloristiche in cui vengono rappresentati alcuni
episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, e
si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba.
L'uso di regalare uova è
collegato al fatto che la Pasqua coincide con l'inizio della primavera, che
anticamente era celebrata con riti per la fecondità ed il rinnovamento della
natura. L'uovo simboleggia, infatti, la vita che si rinnova.
In Italia è festa
il Venerdì Santo e il Lunedì dell’Angelo o il giorno di Pasquetta. Il giorno di
Pasquetta è un giorno di festa che generalmente si
trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata:
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
Parole per parlare della Pasqua: uova,
cioccolato, padrino, madrina, scampagnata, colomba, ulivo, domenica di palme...
LA FESTA DELLA REPUBBLICA
Si celebra il 2
giugno perché, proprio tra il 2 e il 3 giugno 1946, si
tiene il referendum con
cui gli italiani, dopo 85 anni di regno della dinastia dei Savoia, scelgono di far diventare l'Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la
monarchia. Insomma, è il compleanno della Repubblica italiana.
La
Festa della Repubblica è una giornata importante per la storia di Italia e ricca
di grandi iniziative e cerimonie ufficiali. Dal 1948, per esempio,
in via dei Fori Imperiali, a Roma, si tiene una sfilata militare in onore della
Repubblica. Negli ultimi anni la sfilata è stata semplificata, per renderla meno costosa e alcuni
reparti delle forze armate (per esempio i mezzi corazzati), non sfilano più perché con le loro vibrazioni mettevano a rischio i monumenti
antichi che ci sono nella zona.
A continuazione potrai ascoltare l’inno italiano:
FERRAGOSTO
È questa la principale festa dell'estate, la
ricorrenza che tutti amano trascorrere in buona compagnia. È la festività che
etichetta la settimana più cara dell'anno per andare in vacanza. Il 15 agosto è
per eccellenza la festa in cui si fa festa, in cui si organizzano gite fuori
porta, in cui si fanno ricche mangiate in famiglia o con gli amici. Ma
Ferragosto è prima ancora di tutto questo una ricorrenza antica, densa di storia e con un legame anche
cristiano. Prende nome
dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), per indicare una festa dedicata al Ottaviano Augusto, primo imperatore
romano, da cui prende nome anche il mese di agosto. Il periodo indicato con
questa locuzione era una parentesi
di riposo e di festeggiamenti che aveva origine, a sua volta, dai
cosiddetti Consualia, feste per celebrare la fine dei lavori agricoli e
dedicate a Conso, dio della terra e della fertilità ai tempi della Roma
Antica.
OGNISSANTI
Il primo di novembre è il giorno di Ognissanti, noto
anche come Tutti i Santi ed è una festa che, come suggerisce il nome stesso, celebra tutti i santi della tradizione religiosa cristiana.
La scelta di ricordare tutti i santi è di Papa Gregorio IV , il quale nel 835 sceglie il 1º novembre come data per ricordare i santi apostoli e tutti i santi, martiri e confessori.
Nel 1475 poi,
Ognissanti diviene obbligatoria per tutta la cristianità per volere di Sisto IV. Ma perché in questa data? Come spesso accadde
nel corso della storia della Chiesa, la religione cristiana prende tradizioni dai riti pagani già
esistenti. È più che probabile infatti che il primo novembre sia stato scelto
proprio perché in quella data si
celebravano già altre feste pagane che accoglievano
il letargo della natura e l'arrivo della stagione fredda. Tra i Celti, ad esempio, i giorni fra ottobre e novembre erano
per tradizione il periodo
di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Così nasce anche la festività di Halloween, nome che è formato dall'unione delle parole All (tutti) Hallow (santi) Eve (vigilia), ossia "la vigilia di
tutti santi!". Dolcetto o scherzetto!!
Parole per
parlare di Ognissanti: cimitero, defunto, zucca, ossa dei morti...
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