Breve storia della tv italiana
BREVE STORIA DELLA TV IN ITALIA
In Italia il servizio regolare di televisione inizia il 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in bianco e nero.
Il segnale arriva su tutto il territorio nazionale due anni dopo, e a quel momento gli abbonati sono ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato degli apparecchi.
Dagli anni Cinquanta la diffusione della TV cresce a ritmi stupefacenti. In quegli anni la televisione è un bene di lusso che pochi italiani possono permettersi, tanto che i bar o le case dei propri vicini divenatnoi i luoghi preferiti per visioni di gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni del primo e subito popolarissimo telequiz italiano.
Negli anni '60, con il progresso dell'economia, il televisore diventa accessorio di sempre maggior diffusione, fino a raggiungere anche classi sociali basse. Per educare le classi sociali basse, che sono nella maggior parte analfabete, nella fase iniziale la televisione italiana è una delle più pedagogiche al mondo.
Nel 1961 iniziano le trasmissioni del secondo canale RAI e la terza rete tv arriva tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980. Nel frattempo nascono i primi tentativi di Televisioni locali. Nel 1974 una sentenza della Corte costituzionale legittima l'esistenza della televisione via cavo. Da questa esperienza nasce Telemilano 58, che assorbe Telemilanocavo e che successivamente diventa Canale 5. Anche l'introduzione del colore (1977) succede circa 10 anni dopo rispetto ai paesi europei più sviluppati e soprattutto agli Stati Uniti.
Negli anni 80 c'è l'affermazione delle emittenti private di Silvio Berlusconi e il loro immediato successo.
In Italia, così come anche in moltissimi altri paesi, convivono 2 modelli di proprietà dei network televisivi: la televisione pubblica, finanziata con i soldi dei trasferimenti dello stato e della pubblicità, e le televisoni commerciali (in Italia emblematico il gruppo Mediaset) che si finanzia soprattutto con la pubblicità.
Per ultimo, un dato importante per quanto riguarda la tv italiana è che per guardare i canali pubblici della RAI bisogna pagare un canone, che si paga come una tassa della bolletta elettrica.
Se si vogliono guardare i canali televisivi italiani in internet, lo si può fare. Ecco i siti web della RAI e del gruppo Mediaset.
BREVISSIMA STORIA DELLA RADIO IN ITALIA
La prima stazione radio italiana, chiamata URI (Unione radiofonica italiana) nasce nel 1924 grazie a Costanzo Ciano, ministro nel primo governo Mussolini. Nel gennaio del 1928 l’ente cambia nome e si trasforma nell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), che successivamente nel 1949 assume la sigla che tutti conosciamo: RAI (Radio Audizioni Italiane).
A metà degli anni Trenta non più di 1 italiano su 100 possedeva una radio e quindi, come succedeva quando è nata la tv , la gente si recava ad ascoltarla nei bar e nei locali pubblici.
Durante la seconda guerra mondiale molti italiani si sintonizzavano di nascosto sulle frequenze di Radio Londra (all’epoca era proibita per legge), che trasmetteva informazioni aggiornate sul conflitto. Nel dopoguerra la radio diventa il principale mezzo di comunicazione di massa grazie anche alla diminuzione dei prezzi degli apparecchi.
Durante la seconda guerra mondiale molti italiani si sintonizzavano di nascosto sulle frequenze di Radio Londra (all’epoca era proibita per legge), che trasmetteva informazioni aggiornate sul conflitto. Nel dopoguerra la radio diventa il principale mezzo di comunicazione di massa grazie anche alla diminuzione dei prezzi degli apparecchi.
Quando arriva la tv, la radio trova un concorrente formidabile, però siccome era portatile, continua ad essere molto amata dagli italiani come mezzo di comunicazione.
Negli anni ’70 nascono le emittenti private in FM dopo che finisce il monopolio della RAI.
Negli ultimi decenni, la radio si è modernizzata per far fronte alla tecnologia, passando alla qualità digitale, e ritrovando un nuovo splendore.
Negli ultimi decenni, la radio si è modernizzata per far fronte alla tecnologia, passando alla qualità digitale, e ritrovando un nuovo splendore.
Se vuoi ascoltare le principali radio italiane, clicca qui.
LESSICO DELLA TV
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